Il tema della riqualificazione del patrimonio edilizio è tornato con forza al centro del dibattito in occasione di Progetti d’Italia, l’evento annuale di Qi – Quotidiano Immobiliare di scena lo scorso 21 maggio. In apertura dei lavori, il presidente di ANACI, Francesco Burrelli, ha tracciato un quadro molto chiaro sullo stato del patrimonio immobiliare italiano: gran parte degli italiani vive in condomini spesso datati, realizzati prima delle attuali normative sul risparmio energetico, rendendo oggi sempre più urgente intervenire per migliorarne efficienza, qualità abitativa e sostenibilità.
È in questo contesto che il tema della riqualificazione degli edifici diventa preponderante per gli addetti ai lavori e per chi vive in case “datate” che necessitano di un restyling: la maggior parte degli italiani, infatti, vivono prevalentemente in condominio, con un patrimonio edilizio in larga parte datato e realizzato prima dell’introduzione delle normative sul risparmio energetico.
A seguire, sono intervenuti:
- Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit
- Matteo Napoli, CEO di Schindler Italia
- Thomas Panozzo, Country Managing Director di Vinci Energies
- Gaetano Terrasini, CEO di Saint Gobain Italia
Il dibattito, dal titolo “Il processo di Renovation apre il ciclo storico del residenziale nel real estate”, ha posto al centro il ruolo del condominio nel panorama immobiliare italiano, evidenziando la necessità di restituirgli centralità e valore all’interno del progetto di riqualificazione energetica del Paese.
I dati sul patrimonio edilizio
In Italia si contano circa 1,3 milioni di edifici condominiali, il 70% dei quali è stato realizzato prima dell’introduzione delle moderne normative sul risparmio energetico e presenta diffuse criticità di natura strutturale, impiantistica ed energetica. In particolare, oltre il 60% degli immobili è stato costruito prima del 1976 e più dell’80% prima del 1991. Gli ultimi dati di ANACI restituiscono l’immagine di un Paese che vive letteralmente in condominio, con oltre il 76%della popolazione coinvolta, pari a circa 45 milioni di persone.
Questo scenario rende urgente un piano organico di rigenerazione del patrimonio condominiale, fondamentale per migliorare la qualità dell’abitare della maggior parte dei cittadini e per accelerare la transizione energetica, sostenendo lo sviluppo economico e sociale del Paese. Va tuttavia sottolineato come si tratti di interventi complessi, articolati in più fasi e caratterizzati da una gestione operativa non semplice.
PNRR e sostenibilità economica
In questo scenario, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un passaggio cruciale per stimolare gli investimenti e favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio, in linea con gli obiettivi di efficientamento energetico e decarbonizzazione. Rimane però evidente la necessità di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti, superando gli ostacoli legati alla complessità burocratica e ai tempi spesso lunghi di attuazione.
Uno degli elementi chiave della riqualificazione energetica dei condomini riguarda infatti la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi, soprattutto nel segmento residenziale, dove i tempi di ritorno degli investimenti possono arrivare anche a 10-15 anni. Senza un adeguato supporto pubblico – sotto forma di fondi, garanzie e strumenti dedicati – risulta difficile attivare progetti in maniera sistematica e diffusa.
Per questo motivo è fondamentale che le istituzioni assumano un ruolo attivo, sia come regolatori sia come promotori di un ecosistema favorevole agli investimenti, basato su regole chiare, tempi certi e una visione stabile nel lungo periodo, in grado di generare fiducia tra gli operatori e attrarre nuovi capitali.
A questi aspetti si aggiungono poi alcune criticità operative, in particolare la complessità dei processi autorizzativi e gestionali, che devono far fronte a un numero elevato di progetti, e la necessità di disporre di strutture adeguate a realizzare interventi capillari su tutto il territorio nazionale.
La dichiarazione
«Il crescente spazio che il tema casa sta occupando nel dibattito pubblico e politico rappresenta un segnale importante, a cui lo Stato e le istituzioni dovranno dare seguito – dichiara Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit. – I condomini sono oggi una leva strategica imprescindibile: intervenire su questo patrimonio significa migliorare concretamente la qualità della vita di milioni di cittadini, accelerare la transizione energetica e contribuire alla riduzione delle emissioni. Wegreenit partecipa attivamente a questo percorso e si propone come partner di riferimento, mettendo a disposizione competenze e know-how per supportare pubblico e privati in questo necessario processo di rinnovamento».




Wegreenit si è aggiudicata due gare europee per interventi su edilizia residenziale pubblica (ERP), per un valore complessivo superiore a 37 milioni di euro. La prima gara, del valore di circa 22 milioni di euro, è stata bandita da MM, soggetto appaltante che gestisce l’edilizia pubblica milanese, e riguarda un complesso ERP situato nel quartiere Baggio a Milano, composto da 13 palazzine per un totale di 530 unità abitative e permetterà di ridurne il fabbisogno energetico del 90%. La seconda gara, aggiudicata sempre da Wegreenit per circa 15,5 milioni di euro, riguarda invece cinque edifici ERP distribuiti tra Alessandria, Tortona, Casale Monferrato e Valenza, per complessive 350 unità abitative, bandita dall’Agenzia territoriale per la casa del Piemonte Sud e prevedono una riduzione dei consumi fino al 96%. Entrambi i progetti si inseriscono in modelli di partenariato pubblico-privato (PPP) e sono sostenuti da risorse PNRR – REPowerEU e Conto Termico 3.0.





